Ho sempre avuto nella curiosità un forte stimolo, pur avendo la mia carriera professionale preso il via da una materia considerata “vile” per estrazione culturale giuridica, essendo lo studio paterno considerato uno dei più quotati nella c.d. “infortunistica stradale”. Ed è proprio in questa materia che invece ho trovato sfogo alla mia voglia di sapere, conoscere, indagare: in una parola essere avvocato.
La mia prima esperienza associativa nasce nel 1995 con l’Associazione di esperti medicina legale “Melchiorre Gioia” dell’amico Giovanni Cannavò, frequentata da importanti manager assicurativi e fior di giuristi, professori, avvocati, giudici.
Da quell’osservatorio privilegiato ho visto compiersi la lunga parabola del danno alla persona, dai primi vagiti delle tabelle di Milano e Roma sul risarcimento del “danno biologico” (ufficialmente nato nel 1986, anche se in gestazione da metà degli anni 70), all’incastonamento di ogni pretesa risarcitoria nella corona del “danno patrimoniale”, consacrato nella giornata di San Martino del 2008 in barba alle ambizioni degli esistenzialisti, letti dall’establishment come un pericolo alla tenuta del mercato assicurativo.
