Marco
Ho sempre avuto nella curiosità un forte stimolo, pur avendo la mia carriera professionale preso il via da una materia considerata “vile” per estrazione culturale giuridica, essendo lo studio paterno considerato uno dei più quotati nella c.d. “infortunistica stradale”. Ed è proprio in questa materia che invece ho trovato sfogo alla mia voglia di sapere, conoscere, indagare: in una parola essere avvocato.

La mia prima esperienza associativa nasce nel 1995 con l’Associazione di esperti medicina legale “Melchiorre Gioia” dell’amico Giovanni Cannavò, frequentata da importanti manager assicurativi e fior di giuristi, professori, avvocati, giudici.

Da quell’osservatorio privilegiato ho visto compiersi la lunga parabola del danno alla persona, dai primi vagiti delle tabelle di Milano e Roma sul risarcimento del “danno biologico” (ufficialmente nato nel 1986, anche se in gestazione da metà degli anni 70), all’incastonamento di ogni pretesa risarcitoria nella corona del “danno patrimoniale”, consacrato nella giornata di San Martino del 2008 in barba alle ambizioni degli esistenzialisti, letti dall’establishment come un pericolo alla tenuta del mercato assicurativo.

Ed è proprio dagli esistenzialisti conosciuti alla “”Melchiorre Gioia” che nasce la mia prima avventura associativa internazionale: tramite Pigi Monateri e Marco Bona entro nella associazione europea Peopil – Pan European Organization for Personal Injury Lawyers (un network di avvocati specializzati nelle controversie transfrontaliere in Europa, dove per 10 anni vesto il ruolo di rappresentante del board per l’Italia, visitando e confrontandomi con tutti i regimi europei del risarcimento delle vittime di ogni torto.
Proprio nel 2000 alla conferenza di Parigi avrei incontrato l’amico Paul Finizio, grazie al quale ora mi ritrovo nel board of directors della più vasta associazione statunitense di avvocati italo-americani (NIABA – National Italian American Bar Association).
E sempre la curiosità mi ha spinto, per supportare il mio compagno di squadra del team degli avvocati romani di calcio, a dedicarmi alla politica forense riuscendo con un coeso gruppo di amici a far sedere la nostra mezzala Antonio Conte sullo scranno della Presidenza del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.
Grazie a questo, ottenuto il vicariato della commissione della responsabilità civile, ho potuto osservare le dinamiche del mondo giudiziario e le dispute della politica forense da vicino, non senza riportarne un senso di amarezza e profonda divisione.
Oggi, nemmeno a dirlo, siedo nella commissione di diritto internazionale: evoluzioni…
Per il resto che dire: vent’anni di musica rock e blues con la mia band “De Jure Blues Band” (avvocati alla ribalta con Marco, Alessandro e Gaetano, top lawyers con il vizio del Rythm and Blues), tanto amore per lo sport ed una figlia che cresce meravigliosamente bene.
MI mancano un pò i libri e commentari, ma alla digitalizzazione, da bravo curioso, non sono riuscito a sfuggire.